Ipoteca revocabile se il mutuo è finalizzato all’estinzione di un credito precedente chirografario

La Cassazione civile, sez. I, 25/7/2018, n. 19746 (Pres. Genovese, Rel. Dometta) si è così espressa:
“Secondo un orientamento espresso da questa Corte, in effetti, “qualora venga stipulato un mutuo con concessione di ipoteca al solo fine di garantire, attraverso l’erogazione di somme poi refluite in forza di precedenti accordi… nelle casse della banca mutuante, una precedente esposizione dello stesso soggetto o di terzi”, risulta “individuabile il “motivo illecito” perseguito, rappresentato dalla costituzione di un’ipoteca per debiti chirografari preesistenti; tale garanzia è revocabile, in quanto concessa per nuovo credito, la cui erogazione è finalizzata all’estinzione di credito precedente chirografario” (cfr. Cass., 15 ottobre 2012, n. 17650; nella motivazione anche disamina dei precedenti. Da ultimo: 29 febbraio 2016, n. 3955)”.

Dott. Pierluigi R. Antenucci

LE SEZIONI UNITE SULLA RILEVANZA USURARIA DELLA CMS

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 16303 del 20 giugno 2018, hanno affermato che le commissioni di massimo scoperto soggiacciono ai limiti previsti dalla legge sull’usura – in quanto l’art. 644 c.p. include in tale valutazione tutte le commissioni e/o remunerazioni del credito, tra le quali rientrano anche le c.m.s., per la loro natura corrispettiva rispetto al credito – ma la soglia a cui raffrontare le commissioni di massimo scoperto in concreto applicate deve essere individuata nella percentuale media di tali commissioni pubblicata nei DD.MM. fino al 31/12/2009, aumentata del 50%.
Non possiamo che dissentire per tale ultima interpretazione; il tasso soglia è unico e solo a quello va raffrontato il tasso di interesse (comprensivo di ogni spesa e commissione) pattuito e/o applicato dalla banca.

Dott. Pierluigi R. Antenucci

RILEVA AI FINI DELL’USURA IL COSTO DELLA POLIZZA ACCESSORIA AL CONTRATTO DI FINANZIAMENTO

Cassazione Civile, Sez. I, 16 aprile 2018, n. 9298.
La Cassazione Civile Sez. I, con la sentenza n. 9298 del 16 aprile 2018, si è espressa favorevolmente in merito all’includibilità del costo della polizza assicurativa accessoria al contratto di finanziamento tra i costi per la determinazione del tasso usurario ai sensi dell’art. 2 commi 1 e 4 legge 7 marzo 1996, n. 108 (rientra dunque nella nozione di costo ai sensi dell’art 644 c.p.) quando questa sia stata conclusa nell’interesse non dell’assicurato, bensì della finanziatrice, così garantita dal rischio di incapacità patrimoniale sopravvenuta del finanziato.

Dr. Pierluigi R. Antenucci

CASSAZIONE CIVILE SEZ. III 6 MARZO 2018 – RIBADITA LA RILEVANZA ASSOLUTA DELL’ART. 644 C.P. IN MATERIA DI USURA

Con la sentenza del 6 marzo 2018, la Cassazione ha ribadito la rilevanza assoluta dell’art. 644 comma 3 c.p. e la sua centralità in materia di rilevazione di usura. Tale norma rileva in senso assoluto e al di sopra di ogni regolamentazione ministeriale e/o addirittura di Bankitalia.

Infatti, la Suprema Corte ha accertato come siano inapplicabili sia le istruzioni diramate dall’istituto di vigilanza sia i D.M. recanti le rilevazioni dei tassi soglia ove in contrasto con il chiaro dettato normativo dell’art. 644 c.p..

Dr. Pierluigi R. Antenucci

CASSAZIONE N. 21470 DEL 15/09/2017 – LA PATTUIZIONE DI UN TASSO EXTRA-FIDO SUPERIORE AL TASSO SOGLIA NON COMPORTA L’AZZERAMENTO DEGLI INTERESSI EX ART. 1815 CC

La sentenza N. 21470 del 15/09/2017 statuisce che, nei finanziamenti erogati sotto la forma di apertura di credito in conto corrente, la pattuizione di un tasso extra fido (per sconfinamento) che superi il tasso soglia non comporterebbe la non debenza degli interessi convenzionali ex art. 1815 cod.civ., ove gli interessi convenzionali stessi, relativi dunque agli utilizzi che si collocano entro i limiti dell’accordato, non superino il tasso soglia al momento della pattuizione.

Non possiamo fare a meno di dissentire dalla sentenza in questione; la stessa contrasta infatti anche con il recente e assimilabile principio statuito dalla sentenza n. 23192 del 4.10.2017 che stabilisce come non siano dovuti ex. art. 1815 cod. civ. gli interessi convenzionali relativi ad un mutuo quando gli interessi di mora siano pattuiti in misura eccedente il tasso soglia.

Dr. Pierluigi R. Antenucci