Direttive Bankitalia e loro posizionamento nella gerarchia delle fonti

Sentenza della Corte d’Appello di Torino 20/12/2013
Le Istruzioni della Banca d’Italia, di cui alla disciplina dell’usura, non hanno alcuna efficacia precettiva nei confronti del giudice nell’ambito del suo accertamento del TEG applicato alla singola operazione, né debbono essere osservate dagli operatori finanziari quando stabiliscono il tasso di interesse di un determinato rapporto; e ciò sia perché le stesse non sono finalizzate a stabilire il TEG, sia perché sono disposizioni non suscettibili di derogare alla legge.

 

Dr. Pierluigi R. Antenucci

IL 119 TUB E’ ESERCITABILE ANCHE IN CORSO DI CAUSA

Il potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente tra gli stessi intervenuto può essere esercitato, ai sensi del comma 4 dell’art. 119, d.lgs. n. 385/1993 (TUB) anche in corso di causa e a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo.
E’ questo l’innovativo principio statuito dalla Corte di Cassazione, sezione I civile, con la sentenza dell’11 maggio 2017, n. 11554.

 

Dr. Pierluigi R. Antenucci

Il denaro depositato in banca diventa proprietà della banca stessa – l’Art. 1874 del Codice Civile

L’art. 1874 del Codice Civile recita:

“Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi.
Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.”

In pratica ci troviamo di fronte alla seguente situazione:

  1. Ci obbligano ad avere un conto corrente e ad ivi depositare il “nostro” denaro;
  2. effettuato il deposito, la banca diventa proprietaria del nostro denaro;
  3. la banca diventa contemporaneamente debitrice della somma depositata nei nostri confronti;
  4. in caso di fallimento della banca il nostro denaro diventerà un debito che la banca ha nei nostri confronti e noi saremo considerati dei creditori chirografari, ovvero creditori senza alcun titolo di privilegio da far valere nei confronti della procedura fallimentare.

L’articolo 1874 del codice civile e le relative norme correlate alla lotta al contante assumono le caratteristiche di un vero esproprio e presentano verosimilmente contorni di incostituzionalità…

Dr. Pierluigi R. Antenucci

BAIL-IN E CONFISCA CONTO – COME DIFENDERSI

In caso di salvataggio della banca a risponderne in primis saranno gli azionisti e poi gli obbligazionisti e i correntisti con depositi superiori a 100mila euro, in virtù del principio di Bail-in (salvataggio interno) in applicazione dei decreti legislativi 180 e 181 del 16 novembre 2015, che recepiscono la direttiva europea sulla gestione delle crisi bancarie (direttiva 2014/59/UE).
Per non rischiare la confisca del proprio conto corrente o la perdita di valore degli attivi finanziari in caso di una nuova crisi del sistema finanziario, il consiglio è di tenere nel conto corrente bancario solo la quota minima assicurata e, in caso di risparmi superiori a tale cifra, distribuirli in banche diverse ma sempre di fiducia. In caso di fallimento della banca, infatti, in caso di conti correnti con importi superiori ai 100.000 euro, tutto ciò che supera tale cifra andrà perduto. Un’altra possibilità è di comprare asset fisici reali, come argento e lingotti (o, meglio, sterline) d’oro.
Ricordiamo che il Bail-in prevede che in prima battuta l’istituto in crisi utilizzi il proprio capitale e la Banca d’Italia si adoperi per reperire le risorse necessarie, dopo di che scatta l’intervento dei privati e solo al termine di queste operazioni può intervenire anche il capitale pubblico, attraverso un apposito fondo istituito a livello nazionale (finanziato dal sistema bancario) e il fondo europeo SRF (Single Resolution Fund). La procedura salvaguarda i piccoli risparmi ed i contenuti di cassette di sicurezza e deposito titoli.

Fonte: www.pmi.it